Jolanda Insana, nata a Messina, nel rione di Gravitelli, nel 1937, e morta a Roma nel 2016, è oggi considerata una delle voci più autorevoli della poesia italiana del Secondo Dopoguerra. La sua opera, in parte raccolta nel volume Tutte le poesie dell’Elefante Garzanti, nel 2007, è continuata negli anni successivi, influenzando varie generazioni di poeti e scrittori, ed è oggi oggetto di un’accurata ricerca accademica che ne fa certamente una delle autrici messinesi più riconosciute non solo tra gli studiosi, ma in un vasto pubblico di lettori appassionati. Nel tempo, Insana ha infatti accompagnato il suo lavoro di scrittura con una ricerca sull’oralità e la messa in scena del testo poetico, fedele, in questo, ai suoi riferimenti classici della letteratura greca e latina, originariamente prodotta proprio per essere trasmessa oralmente o teatralizzata.

Formatasi infatti come classicista, Insana ha anche insegnato presso l’Università degli Studi di Messina, prima del suo trasferimento a Roma alla fine degli anni Sessanta. Ciononostante, rimane sempre ancorata alla sua terra, a Messina, allo Stretto, presso i quali veniva a riposarsi ogni anno per lo meno d’estate. Messina, la Sicilia e le loro culture, sia quelle più alte che quelle più popolari, come nel caso del teatro dei pupi, è costantemente presente nei suoi componimenti, tanto nei suoi aspetti mitologici quanto nella concretezza della vita quotidiana. Immagini della vita umile del dopoguerra, così come della dura esistenza che ha forgiato nei secoli il popolo messinese e siciliano attraversano la sua opera: Insana adotta infatti un linguaggio poetico che mescola insieme, molto spesso, elementi della lingua parlata, del dialetto, con l’italiano. La scoperta e riscoperta delle radici e dei traumi arcaici della sua terra non rimangono nella sua poesia oggetti della memoria, ma diventano anzi per Insana occasioni per osservare le angosce profonde del nostro tempo e della modernità. Come nel caso della catastrofe del 1908, a cui ha dedicato uno dei componimenti che hanno commemorato il Centenario del grande terremoto che ha distrutto le due rive dello Stretto, Frammenti di un oratorio per il centenario del terremoto di Messina (2008).

In occasione del decennale della scomparsa di Jolanda Insana, intendiamo celebrare proprio nella sua città questa sua grande figlia che se n’è andata senza mai andarsene del tutto, portando anzi fuori dalla Sicilia, e in una letteratura aperta ad una molteplicità di lettori, il senso profondo del suo essere donna, e donna messinese. È un’occasione per restituire alla città, promuovendolo, un suo grande patrimonio culturale ampiamente riconosciuto dai lettori e dai critici di tutta Italia. Nel contesto globale in cui ci muoviamo, ripercorrere le radici messinesi e siciliane significa anche imparare a guardarle in modo nuovo, e leggere Insana significa seguire davvero i suoi passi, riscoprendo insieme le forze più nascoste del nostro linguaggio, della nostra cultura e persino dei nostri paesaggi, per condurle verso altre dimensioni, riconoscibili anche per chi non vi è nato.

Comitato promotore: Giuseppe Lo Castro (Università della Calabria), Gianfranco Ferraro (Universidade Aberta, Università della Beira Interior, Portogallo), Tonino Cafeo (giornalista), Elvira Ghirlanda (Università di Messina), Antonio Le Donne (segretario comunale – Lipari), Anna Mallamo (giornalista – «Gazzetta del Sud»), Carmelo Picciotto (avvocato), Novella Primo (Università di Messina).

Comitato Scientifico: Giancarlo Alfano (Università Federico II), Cecilia Bello (Archivio del Novecento – Università Sapienza di Roma), Andrea Brazzoduro (erede – Università di Napoli «l’Orientale»), Carla Benedetti (Università di Pisa), Claudia Carmina (Università di Palermo), Giorgio Forni (Università di Messina), Gabriele Frasca (Università di Salerno), Paolo Giovannetti (IULM Milano), Stefano Giovannuzzi (Università di Perugia), Maria Antonietta Grignani (Università di Pavia), Giovanna Ioli (saggista), Paulina Malicka (Università «Adam Mickiewicz» di Poznan, Polonia), Anna Mauceri (John Cabot University – Roma), Giulia Pellizzato (De Paul University – Chicago), Luciano Marabello (architetto), Tommaso Pomilio (Sapienza Università di Roma), Antonio Sichera (Università di Catania), Nadia Terranova (scrittrice), Monica Venturini (Università Roma Tre), Caterina Verbaro (Università Lumsa – Roma), Rodolfo Zucco (Università di Udine).

Istituzioni coinvolte (provvisorio): Centro scritture Roma, Assessorato cultura Comune di Messina, Centro manoscritti Pavia, Accademia Peloritana dei Pericolanti (Messina).